Chiesa di S. Paolo Apostolo
punti

Chiesa di S. Paolo Apostolo

  • Giorni di chiusura: -

L'attuale chiesa dell'Insigne Collegiata di S. Paolo Apostolo risale al 1804, anno in cui furono gettate le fondamenta e fu posta e benedetta la prima pietra dal Vescovo Rossi. In un pilone si legge la seguente iscrizione: D.O.M. / ET / DIVO APOSTOLO PAULO / SACRUM / PRIMUM LAPI-DEM BENEDIXIT / AC POSUIT ANTONIUS EPISCOPUS VERULANUS / DIE XXX OCTOBRIS A.D. MDCCCIV. Per mancanza di documenti non è possibile stabilire con esattezza l'origine della preesistente chiesa. Alcuni frammenti di sculture medioevali murati all'esterno, potrebbero essere appartenuti al primitivo edificio romanico. Il Prof. Arduino Scaccia Scarafoni li ha così descritti: "Testa mutila di cavallo, con testiera e caratteristico morso... Frammento di una testa di ariete, a tutto tondo. I caratteri ben conservati del modellato del musettoe specialmente delle narici, indicano la conoscenza anatomica di provetto artista... Fasce con un rosone e un viticcio. Il viticcio, salendo, forma un piccolo occhio a mo' di nodo e poi si allarga e incornicia in uno il leone, simbolo dell'Evangelista Marco, e, nella candeliera a lato, l'aquila, simbolo dell'Evangelista S. Giovanni... Figura di cane seduto... Fiore a forma di giglio e, a lato, cane mordente se stesso... Il torello, simbolo dell'Evangelista S. Luca... Un cagnolino in piedi... Bassorilievo raffigurante un intreccio di nastri... Frammento di cornice, interessantissimo perché vi è riconoscibile il tortiglione e l'ovolo intagliati alla maniera caratteristica usata dalle maestranze benedettine che facevano capo a Montecassino e alla scuola valvense in Abruzzo. I medesimi elementi decorativi si trovano nell'ornato delle arcate del portico antistante alla chiesa di S. Erasmo... Rosetta a modo di una margherita e frammento di un capitello a stampella... In questo è visibile un viso scolpito in modo primitivo...". Da una relazione del vescovo Iacobini del 1784 sappiamo che l'antica chiesa parrocchiale di S. Paolo Apostolo era a tre navate e ricoperta con solo tetto. Edificata nel pendio del monte, esteriormente si trovava a livello inferiore della strada pubblica che la circondava, per cui fu necessario costruire davanti alla porta principale una scala di 13 gradini per farvi accedere comodamente i fedeli che, però, preferivano l'ingresso da una porta laterale (...). Il campanile corrispondeva "entro il corpo della chiesa e precisamente nella navata di mezzo". I lavori per la costruzione del nuovo edificio incominciati, come si è detto, nell'anno 1804, furono proseguiti e condotti a termine per cura dei seguenti Amministratori: "D. Paolo Mazzoli fece gettare le profonde fondamenta dei piloni incominciando a costruire la gran Cappella Maggiore, o del Coro, e prolungandone le ali laterali fino all'altezza del cornicione. II Can. Francesco Pinciveri, al Mazzoli succeduto, innalzò l'incominciata Cappella Maggiore dall'architrave del cornicione a tutta l'altezza dovuta, con sua volta, e tetto; fece la Sagrestia, nei sotterranei della quale costruì un pozzo contiguo alla Sagrestia; inalzò tre camere costruendo nel disotto gli archi del Molino ad olio. Il Can. Giacomo Jacoucci non fece fare che la stabilitura della Cappella Maggiore, ornando i capitelli dei pilastri, che in essa si contengono, e il cornicione con intagli a stucco. Il Can. Antonio Mizzoni inalzò un Cappellone laterale della Chiesa coprendolo con volta, con a suo lato il nuovo Campanile (alto circa pai. 116) apprestando altri materiali". Mentre fervevano i lavori, il 28 dicembre 1843 moriva il vescovo Cipriani e "II Capitolo della Collegiata di S. Paolo, sebbene trovavasi in fabbrica della nuova Chiesa, in quel ristretto locale fece conoscere la gratitudine verso un tanto Benefattore coll'ergergli un tumulo ad uso gotico" (De Bobus, Brevi relazioni, Arch. Biblioteca Giovardiana). Il nuovo vescovo, Mariano Venturi (1844-1854) "bramava che la nuova chiesa di S. Paolo venisse condotta a termine (...)o Egli credeva così di vedere appagata la numerosa popolazione 9 della parrocchia nel riacquisto della nuova chiesa, e più volte aveva esternato il desiderio di consacrarla", ma il 14 luglio 1854 Mons. Venturi moriva e il suo successore, Mons. Luigi Zannini, faceva il suo ingresso a Veroli il 24 dicembre 1854. Intanto "il parroco D. Felice Can. Crescenzi, succeduto nell'amministrazione al Can. Antonio Mizzoni, unitamente al Can. Angelo Luzzi, nel 1850, aveva fatto fare tutta la facciata coi suoi laterali. Fece costruire (senza armature) la cupola del diametro di palmi 62, la stabilitura di tutta la Chiesa, intagli nei capitelli, servendosi in tutti i sud.i lavori dell'opera dell'esperto, ed abilissimo Capo-Mastro muratore Giovanni Paniccia, figlio del sud.o Pietro...". Il 12 Marzo 1858 si riunì il Capitolo, che accettò l'offerta (scudi 60) ed il lavoro del Mastro Oddi Angelo, il quale era risultato il miglior offerente degli altri due (Mastro Giovanni Paniccia e Mastro Francesco De Caris) per l'erezione del Cappellone posto vicino alla Sagrestia "che persona pia bramava di compiere" e che doveva essere eseguito "nel termine di mesi sei". Il 5 Maggio 1859, si stabilì di rifondere due campane, una grande ed una piccola, avendo una pia persona offerti scudi 50. L'incarico fu dato al Fonditore di campane di Frosinone: Sig. Vincenzo Cacciavillani. L'importo fu di scudi 167; il resto fu pagato dal Capitolo con rate annuali. Sulla campana grande furono incisi quattro medaglioni con le figure del SS. Crocifisso, dell'Immacolata, di S. Paolo di S. Michele Arcangelo. Vi si leggono: il nome del fonditore (VINCENTIUS CACCIAVILLANI. FRUSI-NAS. FUDIT. 1859 XI e le due seguenti iscrizioni: t Percussio fulminum fragor grandinum omnisque spiritus procellarum procul recedat t HOC AES DENUO FUSUM ET AUCTUM FUIT EX MUNIFICENZA EP. MAURIZI ET IMPENSIS CAN. ANG. LUZZI FEL. CRESCENZI CUR. ET CURATORIS VIN. CIOLFI JOAN. MARIANI PHI. LAMESI ANT. MIZZONI xn. Sulla campana piccola invece si nota quest'altra dicitura: t FUNDERE FECIT FRANCISCUS ARCHIPRESBITER DENNI AERE SUO t Vincen-tius Cacciavillani Frusinas fudit 1859 xm. Anche su questa campana notiamo quattro figure: il SS. Crocifisso, S. Paolo, una Madonna col Bambino (la Madonna del Carmelo?) e il Sacro Cuo-re (?). Molto più antica, e precisamente di cento anni, appare la "mezzana", sulla quale è riprodotto lo stemma del Vescovo Antonini (1751-1761). Poco riconoscibili sono le quattro immagini. Molto probabilmente raffigurano: S. Paolo^. Pietro, Santa Maria Salome e Santa Lucia o Santo Stefano. Nella parte superiore leggiamo: VOX EXULTATIONIS ET SALUTIS IN TABERNA-CULIS IUSTORUM XIV. Nella parte inferiore: t ABB. IO. NOCHIAROLO ET BENEF. ILL.MI ET R.MI GIOVARDI IO. VAL VANI VEN. NUCIS I.B. FRANCHI PP. TARQUINI COELEST. DIAMANTIS REFUSA OPUS PETRI DE BLASIIS FUDITORIS A.D. MDCCLIX xv. Sebbene la nuova chiesa fosse praticamente compiuta, mancava ancora qualche ornamento e l'organo. (Questo dovette essere acquistato fra il 1860 e il 1863, anno in cui Eugenio Bubali fu assunto come organista con l'annuo compenso di 12 scudi). Mancava anche la scala del campanile (quella a pijuoli doveva essere sostituita). Il canonico Fiorini raccolse da pie persone la somma di lire 152 e P8 marzo 1879 fece iniziare il lavoro che fu condotto a termine alla fine dello stesso mese "dall'esperto artigiano Giuseppe Zeppieri". La nuova chiesa e l'altare maggiore furono consacrati il 16 maggio 1886, come risulta da una lapide marmorea posta nel presbiterio, in "cornu evange-lii": XVII KAL. JUNIAS MDCCCLXXXVI / TEMPLUM ET ARAM MAXIMAM / DEO DICATA / IN HONOREM DOCTORIS GENTIUM / JOANNES BAPTISTA MANESCHIUS / EPISCOPUS NOSTER / SOLE-MNI RITU CONSECRAVIT Joanne Baptista Anania, Luca Mazzoli, Franci-sco Fiorini, Achilleo Quadrozzi, Aloisio Cacciavillani, Curione, Canonicis a Collegio deleto reliquis XVI. Fino al 1900, sullo sfondo dell'Aitar Maggiore, rimase esposto un grandioso quadro ad olio su tela (lavoro del sec. XVIII), raffigurante S. Paolo. Detto quadro, alto m. 5 e largo m. 3, originariamente rappresentava un Evangelista (S. Luca) in atto di scrivere, ma nel secolo scorso venne sostituita alla penna la spada. "Il Santo è raffigurato in proporzioni più grandi del naturale. Veste una tunica scura e un manto rosso; con la mano sinistra sorregge un volume, mentre appoggia la destra sulla spada". Il quadro, che attualmente è collocato in sagrestia, è stato restaurato du- rante lo scorso anno (?) per interessamento e a spese del Can. Don Nazareno Dipietropaolo. Il pittore verolano Vincenzo Bubali, fratello del musicista Eugenio Bubali, dall'aprile al settembre 1900, ebbe l'incarico di eseguire per la chiesa di S. Paolo cinque tele per la somma di lire 800. Queste esistono ancora oggi e rappresentano: S. Paolo mentre predica, la Sacra Famiglia, il Sacro Cuore di Gesù, Santa Lucia e Santo Stefano, S. Antonio di Padova e S. Francesco di Paola. Durante l'ultima guerra (anno 1944), Veroli subì due incursioni aeree da parte degli apparecchi anglo-americani (8 Febbraio: ore 10,10 e 16 Aprile: ore 16,45). Nella prima, oltre al mitragliamento, furono lanciate sulla Città e periferia ventiquattro bombe; due di esse caddero nell'orto della casa di proprietà Mazzoli, situato a pochi metri dalla Chiesa. L'esplosione avvenne in due tempi: l'una il giorno 9 Febbraio e l'altra il 10, causando gravi danni alle finestre, agli infissi e al tetto. Durante poi il bombardamento di artiglieria, verificatosi nella notte tra il 31 Maggio ed il 1 Giugno, la Chiesa fu presa di mira. Il tetto rimase completamente distrutto e buona parte della Cupola venne demolita. Fiducioso in un aiuto, il Parroco D. Cesare Testani, nell'Agosto dello stesso anno, fece iniziare i lavori di riparazione per cui la Chiesa restò chiusa ai fedeli dal 1 Giugno 1944 al 10 Febbraio 1945. Terminati i lavori, la Chiesa fu riaperta al pubblico il giorno 19 Aprile 1959; in occasione della celebrazione del 25° di Sacerdozio del Parroco Don Testani, con la benedizione del Vicario Generale Mons. Adolfo Arcidiacono Brocchi, in sostituzione del Vescovo Mons. Carlo Livraghi, assente per motivo di salute.

Copyright Alatri facciamo centro - Tutti i diritti riservati