Mura Ciclopiche
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Mura Ciclopiche

  • Indirizzo:
  • 03029 - Veroli (FR) piazza Mazzoli
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  • Giorni di chiusura: -

La probabile fondazione di Veroli viene attribuita agli ernici, antico e misterioso popolo che nel XII secolo a.C. si stanziò nella zona settentrionale del fiume Sacco, dando vita a diversi insediamenti tra cui l’antica Verulae da cui nacque l’attuale nucleo abitativo di Veroli. Costoro, cinsero con poderose mura, il punto più alto del neonato insediamento, la civica erecta, che i latini chiamarono Verulae. Queste mura costituite da massi enormi erano irregolari e appena sbozzati, giustapposti uno sull’altro e, ancora oggi, è possibile ammirare tratti abbastanza significativi di questa ciclopica opera di ingegneria difensiva, che sfidando il tempo e la mano devastatrice dell’uomo, è giunta fino a noi. Esse, secondo alcune fonti, sono le più antiche degli insediamenti ernici. Grazie a questa imponente fortificazione, la civica erecta risultava praticamente inespugnabile, poiché essa era protetta, nel fianco sud-ovest, da un precipizio, mentre il resto dell’altura, era stato cinta da mura mastodontiche. Per avere accesso al nucleo abitativo si doveva passare per stretti passaggi, a mo’ di cunicoli, ricavati nelle mura, chiamati posterule. Queste porte avevano dimensioni molto ridotte, erano alte circa m.1,80 e larghi m. 0,80, ed erano costituiti da due enormi pietre verticali che sorreggevano un masso che fungeva da architrave che si faceva obbligo, durante la notte di sbarrarli con grossi massi, a cui si appoggiava dietro una trave. Questa città ernica venne conquistata e distrutta dall’esercito repubblicano perché sostenitrice di Tarquinio il Superbo. Successivamente faticosamente risorta, Verulae fece parte della Lega Ernica insieme ad altre città come: Alatri, Ferentino etc. Durante la guerre sociali essa rimase neutrale la qualcosa le valse la riconoscenza dell’Urbe diventando un libero municipio da qui l’acronimo S.P.Q.V., cioè Senatus Popolusque Verulanus, e, questa sua fedeltà all’Urbe non venne mai messa in discussione come si può leggere nel motto presente nello stemma della città che recita Verulana civitas Almae Urbi Confoederata. La possente cinta muraria che difendeva Veroli, fu rinforzata durante il Medioevo e nel punto più alto che corrispondente al colle di San Leucio venne eretta una rocca che porta il suo stesso nome, insieme a una piccola cappella dedicata al santo. Queste mura, nel corso dei secoli, furono danneggiate, rimaneggiate e, parte di esse, usate per costruire nuovi edifici.

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